Nell'intervento a Better Software 2009, Andrea Resmini fa il punto della situazione, ritenendo che oggi si debba parlare di architettura dell'informazione in termini di «progettazione di spazi informativi condivisi», cioè di quelle esperienze-ponte che permettono una fruizione amichevole e naturale dell'informazione - in termini di user experience - nel passaggio fra media e contesti differenti (per intendersi, da computer a smartphone così come da sito web a supermercato).
Le possibili euristiche di (ri)progettazione informativa individuate da Resmini sono
- flessibilità (non esistono "buone" o "cattive" classificazioni: esistono tante classificazioni per ogni esigenza informativa);
- spazialità («lo spazio non è un luogo»: un luogo è qualcosa di più, un concetto che include, oltre che lo spazio astratto, lo spazio esistenziale delle relazioni, della cultura e delle informazioni);
- scelta (chi progetta l'informazione deve tener conto del paradosso della scelta teorizzato da Barry Schwartz e fornire all'utente la possibilità di gestire autonomamente le proprie decisioni);
- correlazione (l'interconnessione delle informazioni mediante una corretta disposizione gerarchica e semantica permette all'utente sempre nuove occasioni di esplorazione e apprendimento, anche una volta raggiunto l'obiettivo informativo).
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